L’Iraq tra instabilità politica e mercati internazionali

I nuovi sconvolgimenti politici che sconvolgono l’Iraq non solo penalizzano la ripresa economiche del Paese, ma danneggia l’intero sistema energetico dell’Opec.

L’Iraq è sempre stato una potenza energetica ma il nodo politico che periodicamente si ripresenta è motivo di paura e insicurezza per il mercato internazionale.

I guerriglieri sunniti dell’Isis, Islamic State of Iraq and Levant, hanno lanciato la loro offensiva per conquistare il Paese fino a ieri governato dal Nouri al-Maliki.

Inoltre sebbene i Jihadisti puntino a Baghdad, l’autonomia curda sta intanto cercando di estendere i confini del Kurdistan iracheno con un serio rischio per un contagio della Siria.

Per quanto riguarda le imprese straniere, in particolare quelle legate all’energia e maggiirmente suscettibili agli attacchi dei miliziani, molte sono state attaccate come pedine strategiche sul territorio.

I delegati dell’Eni per ora assicurano che non ci sono stati attacchi ne sono state rivolte loro minacce.

Il governo sciita ha chiesto formalmente aiuto agli Stati Uniti anche se la Casa Bianca è propensa al massimo per un raid aereo evitando di schierare truppe sul territorio, anche secondo i vincoli del diritto internazionale.

Il momento è assai delicato per l’amministrazione Obama, presa di mira sia per il ritiro delle truppe dall’Iraq, sia dall’altra per il costo troppo alto delle missioni svolte sul Paese dal 2003, ammontando queste a circa 14 miliardi di dollari.

Lorenzo Nicolao

Twitter: @NicolaoLorenzo