La leggerezza di Mahfouz –Lorenzo Nicolao

E’ uno spiraglio di pastello in un mondo plumbeo, un’onda leggiadra in un oceano oscuro. “I tesori nascosti che incontrano i petali rubati” sono i protagonisti della collezione Autunno-Inverno 2013/14, secondo le parole dello stesso Abed Mahfouz, designer libanese ormai fedele alla kermesse capitolina di Alta Roma Alta Moda da oltre ventiquattro edizioni. La penultima collezione della manifestazione di quest’anno ha visto di scena il classico stile di Mahfouz secondo la volontà dello stilista di rendere la donna un mondo di mista astrazione, sfruttando il fascino e la seduzione con il pregio delle stoffe e l’eleganza delle proporzioni. Una gazza ladra attratta da tutto ciò che luccica lo spettatore che al quarto abito non trattiene l’applauso. Lo stilista libanese sfrutta senza soggezione svariate tipologie di applicazioni realizzate con piogge di gemme, spille e forme metalliche. Una tridimensionalità che trasforma abiti dai colori delicati, per lo più pastello in autentici tesori. Uno stile che ricorda il barocco occidentale ma ancor più la leggerezza orientale simile all’architettura veneziana. Un’atmosfera medio-orientale che colpisce lo sguardo incantato da forme che spaziano dalle foglie sottili e affusolate ai disegni più importanti che caratterizzano le stoffe. Tagli a sirena che evocano uno stile vintage si amalgamano perfino con il verde bottiglia e il rosso rumba, colori più impegnativi che acquisiscono leggerezza con le soffici linee di Mahfouz. Un genio creativo in purissima bellezza immerso in una quasi mistica astrazione, tant’era la scenografia della Sala Baglivi in Santo Spirito in Sassia, caratterizzata dalle stesse decorazioni naturalistiche e da un bianco quasi “nuvola”. Una cornice soffice per i colori orientali del Libanese che sceglie di toccare l’apice con un abito da sposa dagli elementi classici, ma allo stesso tempo fornito di linee moderne e dinamiche per una modella castana dagli occhi verdi. Mahfouz predilige i colori freddi per una donna mora e dal profilo mediterraneo mentre lascia le tinte più intense ai corpi candidi delle bionde nordiche. Una scelta che non impedisce tuttavia la fruibilità di abiti eleganti in un complesso sociale di eccessi e forzature. Estrema semplicità arricchita da uno svariato numero di dettagli e ornamenti ma mai esagerati, mai fuori luogo, bensì ponderati per le stoffe pregiate utilizzate. Infine non resta che attribuire alla luce un ruolo fondamentale per materiali come l’illusion tulle, il crin, il pizzo chantilly, il filet e il crepe di seta, in un complesso di abiti simili ai petali dei fiori, per colori vivi ma sempre armonici come quelli naturali. Variare senza confondere, arricchire senza appesantire. Colpisce la tinta unica per ogni capo. Mahfouz predilige senza dubbio abiti lunghi associati a scarpe dai tacchi importanti. Ne limita la fruibilità ad ogni tipo di fisico ma la combinazione pregio della stoffa e varietà del colore sa coprire qualsiasi necessità d’abbinamento. Abed Mahfouz ha ben accolto i complimenti dopo la sfilata e non ha rinunciato a farsi fotografare insieme agli appassionati. Una simpatia di carattere che facilmente lascia trasparire una personalità colorata ma allo stesso tempo leggera come i suoi abiti.
Lorenzo Nicolao