Jackie Kennedy

Jackie Kennedy

 





1) A volte i fiori sono come i sogni, troppo delicati per appartenere a questo mondo. Jacqueline Lee Bouvier è stata una donna ammirata per eleganza e stile, già nota agli ambienti più altolocati di New York per la storia dei Bouvier, celebre poi in tutto il mondo per essere stata una delle più ammirate first lady d’America, in un momento in cui gli Stati Uniti viaggiavano tra l’odio e la discriminazione, tra i conflitti sociali e le ingiustizie. Jackie Kennedy, divenuta poi Jackie O, per l’unione in seconde nozze con l’armatore greco Aristotele Onassis, è stata un fiore troppo delicato per la sua epoca, dai petali e dalle tinte fuori contesto in una realtà grigia che per lunghi tratti ne ha ammirato, e troppo spesso invidiato le sfumature. Eppure, una gloriosa primavera e un inesorabile autunno le avrebbero segnato la storia per sempre, in gioie e drammi che avrebbero segnato un Paese intero…

2) Jacqueline Bouvier forse doveva il suo stile già alle sue origini più remote. Jackie discendeva dal lato paterno da Michel Bouvier, un uomo appartenente a una stirpe di mercanti di origini francese che si era stabilita nel diciottesimo secolo a Nuova Amsterdam, l’attuale New York. Dalla parte della mamma invece ciò che più la distinse furono le origini irlandesi, le medesime del primo marito John Fitzgerald Kennedy, futuro trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Così la piccola Jackie ebbe modo sin da piccina di conoscere sin da subito l’alta società newyorkese, il meglio della Grande Mela, come primogenita di Vernou Bouvier, allora noto broker di borsa e di Janet Norton Lee, figlia di un direttore di banca. Quattro anni dopo di lei, nacque anche la sorellina Caroline, nata nel 1933. Le premesse erano buone, ma perfino negli alti ambienti sociali non mancavano i drammi congeniti del genere umano, e Jackie se ne accorse presto.

3) Se vincere numerosi tornei nelle gare di equitazione fu per Jackie Bouvier una delle migliori gioie d’infanzia, dall’altra parte a soli undici anni il delicato fiore fu messo a dura prova dalla separazione dei genitori, dal nuovo matrimonio della madre con l’erede della Standard Oil, Hugh Dudley Auchincloss e dalla nascita di due fratellastri, Janet Jennings e James Lee. Nonostante tutto, la tenuta dei nonni paterni a East Hampton, nelle lunghe e calde giornate estive riusciva a garantire un ottimo torpore fisico e un salutare rilassamento mentale, soprattutto se il suo forte legame con il padre la riduceva a vivere nella disperazione ogni volta che questi ricadeva nel vizio dell’alcolismo. Uno sfondo abbastanza malinconico, a tratti drammatico che senza dubbio le permise di coltivare proficuamente numerosi interessi e hobby solitari, come la lettura e la poesia, la pittura e la fotografia. Uno scatto reale che avrebbe segnato il suo futuro carattere di donna, forte ma enigmatico, in maniera determinante…  

4) Tra quadri e composizioni letterarie, inevitabile fu il successo della giovane e bella studentessa Jacqueline Bouvier. Prima alla Miss Porter’s School dal 1944 al ’47, poi al Vassar College dal 1947 al ’48, dove ebbe modo di farsi notare come debuttante dell’anno, e infine, nel 1951 poté gioire della laurea in belle arti ottenuta presso la George Washington University. Se questo si può già chiamare Erasmus, la studentessa Jackie si era pure recata a Parigi per un soggiorno di studio alla Sorbona, sviluppando senza dubbio anche quel senso di gusto ed eleganza che l’avrebbe resa celebre negli anni ’60 in tutto il mondo e manifestato in tanti diversi aspetti della sua vita, nel bene e nel male, nei momenti di gioia come in quelli dove la sofferenza avrebbe conquistato la scena della sua vita, solo pochi anni dopo…  

5) Jackie Bouvier non è stata colta da John Fitzgerald Kennedy come un fiore primaverile che ancora doveva sbocciare. Già laureata in belle arti, allestiva mostre fotografiche e conduceva inchieste in svariati temi come collaboratrice del Washington Times-Herald, suo primo lavoro nel realizzare album fotografici intervistando personaggi noti della capitale statunitense. Così conobbe le vera crema della società americana, i suoi ambienti politici e finalmente anche John Kennedy, suo primo, vero e forse unico amore, allora solo giovane congressista del Massachusetts. Dopo qualche mese di effimero fidanzamento con il broker John Husted Jr., Jackie Kennedy dopo essere vissuta in una realtà agiata scelse di assumersi in maniera determinante le proprie responsabilità nell’arco di un giorno, quello che spesso le donne definiscono il più bello della vita…

6) Il 12 settembre 1953 Jacqueline Bouvier diviene la signora Kennedy sposando John nello sfarzo di Newport a Rhode Island e nel lusso di duemila invitati, proprio quando JFK era stato eletto senatore e astro nascente del Partito Democratico americano. La coppia ebbe presto quattro figli, ma, tra le prime difficoltà matrimoniali e sfide da affrontare, ci furono la primogenita Arabella nata morta nel 1956 e infine l’ultimo nascituro, Patrick, nell’agosto 1963 morto a soli due giorni dalla nascita. Gli altri due invece, Caroline Bouvier Kennedy e John Fitzgerald Kennedy Junior, detto sempre erroneamente John-John per l’errore di un reporter maldestro, ma fortunato di lavorare in una testata importante, come altri due eredi ebbero modo di dar seguito alla stirpe Kennedy, oltre tutti i limiti e tutte le complicazioni che questa avrebbe dovuto presto affrontare.

7) Jackie e John vissero felicemente i primi due anni della loro vita coniugale presso Georgetown, sebbene il loro amore fu messo sotto pressione dai continui problemi di salute di John. Essere un reduce di guerra comportava cicatrici che non si sarebbero mai dissolte, sia che fosse un condizionamento psicologico, sia che fosse dovuto ai traumi spinali di cui John troppo spesso soffriva. Due interventi chirurgici e lunghi periodi di convalescenza furono però compensati da un’ottima pubblicità che Jackie poteva fare al marito durante le campagne elettorali per il fluente spagnolo e un’ottima conoscenza dell’italiano, un dettaglio che conquistò decisamente ampie fasce di elettorato, soprattutto in quegli ambienti americani che la futura first lady meno conosceva. E tutti sanno quanto lontano i successi elettorali avrebbero portato la giovane coppia Kennedy…   

8) Jacqueline ebbe subito una grande ammirazione per suo suocero, il quale senza ombra di dubbio riconobbe in lei il grande potenziale come moglie di un politico. Fascinosa ed elegante, forte, talentuosa e determinata, con una vocazione per parlare al pubblico e per condurre abilmente le relazioni sociali. Jackie fu vicina anche a suo cognato Robert, detto Bobby, altro grande lutto della sua vita. Tuttavia, mentre gli altri membri della famiglia Kennedy prediligevano lo sport e le competizioni, Jackie scelse al di là degli impegni istituzionali che l’avrebbero più volte richiamata al dovere nei confronti del marito, uno stile di vita tranquillo e riservato. Nonostante fosse poi lei stessa protagonista di incontri con i più autorevoli rappresentanti della moda, come della politica, come dello sport e dell’alta società, come i diversi soggiorni a Capri in compagnia dell’allora giovane e promettente stilista italiano Valentino, un particolare che spiegherà palesemente il futuro successo del suo stile come first lady…

9) All’inizio della campagna per le elezioni presidenziali del 1960, Jackie Kennedy ricoprì un ruolo fondamentale per attirare le fasce di elettorato che il marito John non era da solo in grado di conquistare, come le donne, gli immigrati italiani e gli ispanici, sebbene presto avrebbe dovuto rinunciare agli impegni istituzionali a causa della sua seconda gravidanza, sottoposta sin da subito al severissimo parere dei medici che volevano prevenire e, secondo buon senso, impedire il triste e drammatico esito della prima. L’8 novembre 1960 Kennedy sconfisse di misura l’allora candidato repubblicano Richard Nixon, divenendo il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Jackie Kennedy divenne una delle più giovani first lady della storia del Paese e anche nella coppia, nulla della riservatezza e del precedente stile di vita sarebbe rimasto, sebbene fosse presto profondamente e inevitabilmente trasmesso in quegli anni al resto degli americani.

10) La vita di Jackie Kennedy come first lady fu senza dubbio ricca di alti e bassi, elogi sentiti e fisiologiche polemiche. Sua prima preoccupazione fu un’educazione riservata dei figli, al riparo dall’occhio cinico dei media, sebbene lei stessa fu la prima ad essere posta sotto i riflettori, come e forse più dello stesso marito. La sua predilezione per i menù francesi scatenò le critiche di conservatori e sciovinisti, ma ciò non le impedì di essere leader dell’eleganza, icona riconosciuta inequivocabilmente da tutti, anche grazie a i capi d’abbigliamento dello stilista Oleg Cassini. Non solo apparenza, ma pratica sostanziale della diplomazia e delle buone relazioni internazionali. Se da una parte Jacqueline ebbe un savoir faire eccezionale con il generale De Gaulle, dall’altra anche il leader sovietico Nikita Kruschev rimase affascinato da lei al summit di Vienna, sebbene questo fu un insuccesso politico di John all’interno della guerra fredda. Ma i momenti più difficili da affrontare erano ormai alle porte.

11) Se nei primi anni ’60 la first lady Jackie Kennedy era stata mecenate del mondo occidentale, ristrutturando e arredando la Casa Bianca, circondandosi di premi Nobel e ospitando numerosi artisti dell’epoca, il boom culturale fu costretto ad impattare presto con la crudeltà del mondo. Quella di un’America che non godeva lo stesso sfarzo di Jackie. Quella di un Paese che non sembrava più in grado di sopportare le divisioni sociali. Se la first lady considerava Martin Luther King un uomo terribile che notte e giorno la faceva pensare e preoccupare, quelle stesse sfide sociali avrebbero sancito la morte precoce del marito. Dallas 1963, in un breve tragitto di automobile si consumò una delle più grandi tragedie che l’America e il mondo avrebbero ricordato. Quel 21 novembre a Piazza Dealey il Presidente fu colpito dagli spari di un fanatico e cadde moribondo tra le braccia di Jackie, potendo solo dire un ultimo soffocato “ti amo”.

12) Il lutto è una cosa strana, fa reagire le persone in maniera imponderabile. Jacqueline Kennedy non perse il suo contegno, quello del delicato vestito rosa con cui appare accanto a Johnson durante la nomina del nuovo Presidente, né la sua grinta, la stessa che subito le fece dire alla nuova first lady Bird Johnson “Voglio che vedano ciò che hanno fatto a John”. Dopo le esequie di John Fitzgerald Kennedy il London Evening Standard scrisse: “Jackie Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà.” Dopo un anno di lutto e la vendita della vecchia casa in Virginia, Jackie si trasferì in un lussuoso appartamento nella Quinta strada di New York, ma le svolte della sua vita non sarebbero finite qui.

13) Se la donna vive di passioni, a volte queste sono mosse dalle circostanze della vita. Di fronte all’assassinio del cognato Robert nel 1968, temendo per la sua stessa vita, sceglie di lasciare gli Stati Uniti e, più per necessità e protezione che per amore, sposa l’armatore greco Aristotele Onassis. Nonostante i media avessero tanto voluto provare che tra i due ci fosse una relazione già dai tempi della presidenza Kennedy, l’armatore greco e la nuova signora Onassis interruppero la lunga storia d’amore di lui con la cantante lirica Maria Callas, senza sostituirla con un’altra altrettanto ricca di passione. Alla vita coniugale, complici anche gli impegni del marito, Jackie Onassis predilesse i viaggi e lo shopping in giro per il mondo, in un’esistenza triste e malinconica in cui questi sembravano l’unico mezzo per colmare il suo vuoto interiore, paradossalmente pieno solo di lutti e sofferenze.

14) Se una vita apparentemente fatta di fama e divertimento si arricchiva di nuovi drammi interiori con la morte per incidente aereo del figlio di Aristotele Onassis, Alexander, insieme al figlio di Jacqueline, John, entrambi durante una lezione di volo, dall’altra parte diverse complicazioni legali riguardarono lo status di Jackie da vedova, non appena lo stesso armatore greco morì nel 1975. Ma se la chiesa ortodossa greca e il codice canonico avevano considerato Jackie una concubina, questo alla vedova non poteva più importare troppo, dato che la cospicua eredità le permise di continuare a vivere negli sfarzi materiali di un tempo. Riconciliarsi con la chiesa cattolica fu una delle ultime anestesie morali, in un’atarassia ormai priva di dolore per la poco desiderata nostalgia di tanti e troppi lutti, ai quali nessun lusso mondano poteva porre rimedio, come sarebbe presto stato anche sul finire dei suoi giorni.

15) I riflettori che tanto a lungo avevano illuminato il suo carisma a tratti politico e la sua finezza a tratti troppo francese per molti statunitensi si stavano ormai spegnendo. Le tragedie biografiche per le quali sarebbe stata ricordata dai contemporanei e poi sicuramente dai posteri, permisero a Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis di mantenere la sua elegante dignità, a maggior ragione quando le si pose di fronte il linfoma che l’avrebbe portata via il 19 maggio 1994, senza appunto intaccare nessuna delle qualità che più l’avevano distinta nel mondo della politica, della moda e delle arti, sia in America che in Europa. Quel fiore delicato era stato senza pietà calpestato dalle tragedie che solo la vita può scatenare sulle fragili vite degli uomini, ma solo una donna come Jackie avrebbe saputo reagire come un fiore così bello, uno dei pochi che avrebbe saputo far vibrare l’arredo casalingo a cui aveva tanto tenuto, perfino nella realtà pubblica e domestica della Casa Bianca, rendendo più elegante, con il suo buon gusto, il mondo intero.

Lorenzo Nicolao (Twitter: @NicolaoLorenzo)